martedì 26 aprile 2011
Il cretino tra Genio e Follia.
L'attività del cretino è molto più dannosa dell'ozio dell'intelligente. (Mino Maccari)
La citazione dal bel blog "Tra Genio e Follia" (http://tragenioefollia.blogspot.com/) si è beccata ad ora 1900 mi piace su Fb e un acaterva di commenti interessanti da leggere!
https://www.facebook.com/notes/tra-genio-e-follia/lattivit%C3%A0-del-cretino-%C3%A8-molto-pi%C3%B9-dannosa-dellozio-dellintelligente/200466806658065
Not In My ChurchYard
Si è risolta, sembra positivamente, una delle tante vicende di cui questo paese si dovrebbe vergognare anche se non avvengono sul proprio territorio nazionale. I Rom rifugiati nell'area ristretta della basilica di San Paolo a Roma hanno trovato un accordo con la Chiesa Cattolica e il Comune di Roma. E speriamo che non ci siano trucchi di nessun genere. Cacciati dal loro campo abusivo dalla giunta Alemanno, i nomadi si erano rifugiati nel territorio della Chiesa chiedendo aiuto e innescando loro malgrado il succedersi di una serie infinita di "gaffes" (chiamiamole così) da parte dei dirigenti ecclesiastici della Basilica e dello Stato del Vaticano. Ma come, quelli che predicano l'accoglienza mettono le guardie svizzere a separare i figli dalle madri? Non riescono questi santi e saggi uomini a trarsi d'impaccio senza fare la figura dei quaquaraquà? Nei mesi dell' otto per mille si rendono responsabili un incredibile controspot da milioni di ascoltatori? Dopo aver investito ingenti aiuti verso la caritas e verso missionari che si curano dei bisognosi del mondo non riescono a risolvere una faccenduola nel loro cortile? Ebbene sì, è successo. Fortunatamente l'altissima dirigenza (il Papa) è intervenuta e la questione si è risolta con l'intervento dell Caritas, con qualche ritardo e con qualche esagerazione che il il ricorso al senso comune, a quello di convenienza e non ultimo a quello di carità avrebbero certamente evitato. Perciò a grazie ai soliti "illuminati" possiamo annoverare da qualche giorno una nuova categoria di soggetti da rotocalco: dopo i i Nimby ecco i Nimcy, quelli che "Not In My ChurchYard!".
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/1007369/sgombero-rom-vaticano-il-papa-e-loro-vicino.shtml
domenica 24 aprile 2011
Manifesto del Buon tempo futuro.
Sono maturi i tempi per il ritorno alle buone pratiche del vivere civile. Basta con l'arrufantismo e il kitsch inconsapevole; è venuto il momento di fare molti passi indietro e di trattare se stessi e gli altri con cortesia e non con arroganza, sapendo che ognuno ha il suo ruolo e che in una società di regole condivise c'è posto sia per l'impresa sia per la solidarietà. La Banca Popolare di Vicenza intercetta questo profondo bisogno degli investitori piccoli e grandi e lo trasforma, con una comunicazione efficace, in uno spot che evidenzia un portato morale rilevante. Le immagini sono metafore di un mondo in già essere che ha bisogno solo di fiducia per proporsi e imporsi. Non è la comunicazione del Mulino Bianco, molto più vicina alle promesse di livello inferiore, che fanno leva sul ricordo dell'infanzia contraffacendolo; è decisamente qualche spanna più su: fa leva sul desiderio dell'adulto di appartenere ad una storia fatta di lavoro e d'arte, di piccole cose e di grandi aspirazioni, molto molto lontana dall'imbambolamento prodotto dai racconti della televisone di massa e molto molto vicina alla solidità delle certezze della grande arte e del grande pensiero, apparsi in tempi in cui il denaro non era un valore fine a se stesso, ma, in parte, lo strumento di una visione mecenatistica ed evolutiva della società.
Al termine dello spot la Banca si distingue chiaramente dal "palazzo" dichiarandosi vicina, ma distante. A ognuno il suo ruolo.
Chiaramente anche se questo è soltanto un filmato commerciale e il suo scopo è di far leva sull'insicurezza del risparmiatore per convincerlo a depositare il piccolo gruzzolo in erosione, nelle casse della banca citata, dalle sue immagini e dalla colonna sonora ( Vivaldi), dove la bellezza e il pensiero tornano ad avere un ruolo preminente senza presentarsi con arroganza, emerge un proto-manifesto del buon tempo futuro, una visone del mondo che sicuramente non piacerà a tutti, ma che facendo leva sul migliore e forse unico vero patrimono dell'Italia - arte della Banca/banca dell'arte - potrebbe presto divenire la bandiera di coloro che trovando fiducia in questi valori si decideranno ad agire per esprimere la loro profonda voglia di essere considerati per uno stile di vita ricco di buone pratiche e buoni propositi e non essere più accomunati a quegli italiani, esempi di demenza comportamentale e spreco di risorse, che in questi ultimi anni hanno alimentato l'immaginario comico del mondo. Forse la Farsa è finita e non solo nello spot.
"Tornano i tempi dove la fiducia prende il posto della tristezza, dove il classico prende il posto del trendy. Tornano i tempi dove una banca non ti guarda troppo dall'alto nè troppo dal basso. Tornano i tempi delle buone maniere e delle condivisioni, dove il denaro è importante, ma rimane uno strumento, dove una banca fa solo la banca. Alla Banca Popolare di Vicenza tornano i tempi che piacciono a noi. Banca Popolare di Vicenza, tradizione e futuro"
Al termine dello spot la Banca si distingue chiaramente dal "palazzo" dichiarandosi vicina, ma distante. A ognuno il suo ruolo.
Chiaramente anche se questo è soltanto un filmato commerciale e il suo scopo è di far leva sull'insicurezza del risparmiatore per convincerlo a depositare il piccolo gruzzolo in erosione, nelle casse della banca citata, dalle sue immagini e dalla colonna sonora ( Vivaldi), dove la bellezza e il pensiero tornano ad avere un ruolo preminente senza presentarsi con arroganza, emerge un proto-manifesto del buon tempo futuro, una visone del mondo che sicuramente non piacerà a tutti, ma che facendo leva sul migliore e forse unico vero patrimono dell'Italia - arte della Banca/banca dell'arte - potrebbe presto divenire la bandiera di coloro che trovando fiducia in questi valori si decideranno ad agire per esprimere la loro profonda voglia di essere considerati per uno stile di vita ricco di buone pratiche e buoni propositi e non essere più accomunati a quegli italiani, esempi di demenza comportamentale e spreco di risorse, che in questi ultimi anni hanno alimentato l'immaginario comico del mondo. Forse la Farsa è finita e non solo nello spot.
"Tornano i tempi dove la fiducia prende il posto della tristezza, dove il classico prende il posto del trendy. Tornano i tempi dove una banca non ti guarda troppo dall'alto nè troppo dal basso. Tornano i tempi delle buone maniere e delle condivisioni, dove il denaro è importante, ma rimane uno strumento, dove una banca fa solo la banca. Alla Banca Popolare di Vicenza tornano i tempi che piacciono a noi. Banca Popolare di Vicenza, tradizione e futuro"
Laocoonte Project

« Questa è macchina contro le nostre mura innalzata,
e spierà le case, e sulla città graverà:
un inganno v'è certo. Non vi fidate, Troiani.
Sia ciò che vuole, temo i Dànai, e piú quand'offrono doni. »
Queste le parole con le quali Laocoonte avvertiva i Troiani dei pericoli nascosti nel Cavallo trasportato da loro stessi dentro le mura della città.
"Così detto scagliò una enorme lancia con potenti energie nel fianco della bestia e nel ventre, ricurvo per le strutture. Ella restò tremando, e percosso il ventre, risuonarono le vuote caverne e diedero un gemito.
Se i fati degli dei, se la mente non fosse stata funesta, aveva spinto col ferro a violare i segreti Argolici, ed ora Troia esisterebbe, e tu, alta rocca di Priamo, resisteresti".
Successivamente Poseidone che parteggiava per i Greci attirò Laocoonte il veggente in una trappola mortale e lui e i suoi figli perirono stritolati da serpenti marini.
Chi ha voglia di sfidare Poseidone e di mettere su un progetto Laocoonte per lavorare sulla comunicazione televisiva e via rete? Non tanto sui contenuti ma sulle forme di fruizione e sulle alternative possibili?
e spierà le case, e sulla città graverà:
un inganno v'è certo. Non vi fidate, Troiani.
Sia ciò che vuole, temo i Dànai, e piú quand'offrono doni. »
Queste le parole con le quali Laocoonte avvertiva i Troiani dei pericoli nascosti nel Cavallo trasportato da loro stessi dentro le mura della città.
"Così detto scagliò una enorme lancia con potenti energie nel fianco della bestia e nel ventre, ricurvo per le strutture. Ella restò tremando, e percosso il ventre, risuonarono le vuote caverne e diedero un gemito.
Se i fati degli dei, se la mente non fosse stata funesta, aveva spinto col ferro a violare i segreti Argolici, ed ora Troia esisterebbe, e tu, alta rocca di Priamo, resisteresti".
Successivamente Poseidone che parteggiava per i Greci attirò Laocoonte il veggente in una trappola mortale e lui e i suoi figli perirono stritolati da serpenti marini.
Chi ha voglia di sfidare Poseidone e di mettere su un progetto Laocoonte per lavorare sulla comunicazione televisiva e via rete? Non tanto sui contenuti ma sulle forme di fruizione e sulle alternative possibili?sabato 23 aprile 2011
Piglijenkullen

Il simpatico Giovanardi ha tuonato contro lo spot in salsa gay dell'Ikea che recita "Aperti a tutte le famiglie" affermando che "non si posson0 dire famiglie quelle che non sono fondate sul matrimonio". Appurato che il bigotto in questione non ha la benchè minima idea di cosa significhi ironia suggerisco all'Ikea di ricomporre la querelle con il parlamentare dedicandogli appositamente un nuovo modello di poltroncina ergonomica dotata di quei sussidi che una volta seduto possano fargli cambiare idea in proposito. Un bel nome per l'oggetto in catalogo completerebbe con successo l'iniziativa: Piglijenkullen.
La Loggica
La loggica degli italiani è difficilmente definibile o discutibile, al massimo aggirabile. La barzelletta per la sua struttura surreale è forse l'unico mezzo per raccontare concretamente l'italiano. E non è un caso che l'attuale presidente del consiglio sia un campione in fatto di barzellette, l'uomo giusto al posto giusto con la loggica giusta.
Godetevi la barzelletta dello StreKatto
Godetevi la barzelletta dello StreKatto
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