Sono maturi i tempi per il ritorno alle buone pratiche del vivere civile. Basta con l'arrufantismo e il kitsch inconsapevole; è venuto il momento di fare molti passi indietro e di trattare se stessi e gli altri con cortesia e non con arroganza, sapendo che ognuno ha il suo ruolo e che in una società di regole condivise c'è posto sia per l'impresa sia per la solidarietà. La Banca Popolare di Vicenza intercetta questo profondo bisogno degli investitori piccoli e grandi e lo trasforma, con una comunicazione efficace, in uno spot che evidenzia un portato morale rilevante. Le immagini sono metafore di un mondo in già essere che ha bisogno solo di fiducia per proporsi e imporsi. Non è la comunicazione del Mulino Bianco, molto più vicina alle promesse di livello inferiore, che fanno leva sul ricordo dell'infanzia contraffacendolo; è decisamente qualche spanna più su: fa leva sul desiderio dell'adulto di appartenere ad una storia fatta di lavoro e d'arte, di piccole cose e di grandi aspirazioni, molto molto lontana dall'imbambolamento prodotto dai racconti della televisone di massa e molto molto vicina alla solidità delle certezze della grande arte e del grande pensiero, apparsi in tempi in cui il denaro non era un valore fine a se stesso, ma, in parte, lo strumento di una visione mecenatistica ed evolutiva della società.
Al termine dello spot la Banca si distingue chiaramente dal "palazzo" dichiarandosi vicina, ma distante. A ognuno il suo ruolo.
Chiaramente anche se questo è soltanto un filmato commerciale e il suo scopo è di far leva sull'insicurezza del risparmiatore per convincerlo a depositare il piccolo gruzzolo in erosione, nelle casse della banca citata, dalle sue immagini e dalla colonna sonora ( Vivaldi), dove la bellezza e il pensiero tornano ad avere un ruolo preminente senza presentarsi con arroganza, emerge un proto-manifesto del buon tempo futuro, una visone del mondo che sicuramente non piacerà a tutti, ma che facendo leva sul migliore e forse unico vero patrimono dell'Italia - arte della Banca/banca dell'arte - potrebbe presto divenire la bandiera di coloro che trovando fiducia in questi valori si decideranno ad agire per esprimere la loro profonda voglia di essere considerati per uno stile di vita ricco di buone pratiche e buoni propositi e non essere più accomunati a quegli italiani, esempi di demenza comportamentale e spreco di risorse, che in questi ultimi anni hanno alimentato l'immaginario comico del mondo. Forse la Farsa è finita e non solo nello spot.
"Tornano i tempi dove la fiducia prende il posto della tristezza, dove il classico prende il posto del trendy. Tornano i tempi dove una banca non ti guarda troppo dall'alto nè troppo dal basso. Tornano i tempi delle buone maniere e delle condivisioni, dove il denaro è importante, ma rimane uno strumento, dove una banca fa solo la banca. Alla Banca Popolare di Vicenza tornano i tempi che piacciono a noi. Banca Popolare di Vicenza, tradizione e futuro"
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